CITIES
Places visionaires
Parco Della Musica – Auditorium Arte
28 September - 09 October2009
CITIES – places visionaries, Rome September 2009 Parco della Musica - Auditorium Arte
The first review of light forms/and urban visions, created by Daniela Pastore, promoted from the Studio of Contemporary Architecture, in collaboration with the Celebration of Architecture "Festa dell’ Architettura", curated by Camilla Boemio, “Cities – places visionaries” confronts the theme of Architecture investigating the polyhedral panorama of international cities emotional foreshortenings, planning – rediscovering the city as if it were an absolute protagonist unpublished views continually in fermentation of change and metomorphasising structures in the prospect of the concept of no space.
A travel in the contemplation and the city exploration. A participating collective of some of the most famous European photographers who have dedicated to own artistic search to the industrial landscape and the city areas, which they go on to point out: Gabriel Basilico, Marco Zanta, Michael Wolf and Peter Schloer. Double tones of reading of the concept analyzed with an attention to the video art with several intense activities, from two of the most interesting international video artists of the last years, they have reinterpretated the topic of the city architectures: Shaun Gladwell with “In a station of a Metro” (2006) , Damir Ocko with “The end of the World” (2007) and Dmitry Gutov with “Demonstration” (2000) – “From flat to flat” (2002).
Collaborating galleries include: Bugno Art Gallery - Venice, Zonca & Zonca - Milan, Studio
For further information please see websites:
Gabriele Basilico
Berlino / 2000A3-288 – 2000, Ed 3/15
Pure pigmented print
200 x
Courtesy Studio
CITIES: Places Visionaires

Una mostra di fotografie e video per capire come si trasformano le città e come cambiano coloro che le abitano. È CITIES -Places visionaires. Dal 28 settembre all’Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma. Da oggi in anteprima su Panorama.it.
Abbiamo incontrato la curatrice della rassegna, Camilla Boemio che ci spiega perché tra le architetture della metropoli diventiamo tutti “dei funamboli da terra”.
Perché fotografare l’architettura? “Lo si può capire addirittura attraverso un film del 1929; L’ uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov” spiega in questa intervista Camilla Boemio, curatrice della mostra CITIES -Places visionaires, una rassegna di fotografie e video tutti giocati sui temi dell’architettura. Una sorta di appetizer della Festa dell’Architettura a Roma, che si terrà nella primavera del 2010.
“Il fotografo nel film di Vertov”, prosegue il critico, “è perpetuamente in movimento, si sposta con tale agilità e rapidità che diventa impossibile un suo qualsiasi intervento. L’ artista che utilizza il mezzo fotografico, rispetto al pittore di architetture come De Chirico, coglie l’aspetto capillare della rapidità, e compie un atto di non intervento. La conseguenza grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero”.
Non solo il mondo intero ma anche quello immaginario, come sembra suggerire il titolo della mostra Cities- places visionaires quasi un richiamo a quelle Città invisibili di cui raccontava Italo Calvino.
Sì, un legame fra queste fotografie e l’opera di Calvino può esserci, esattamente in quella capacità che ha Marco Polo, protagonista del romanzo, di vedere ciò che agli altri risulta invisibile. Nei video e foto in mostra l’artista coglie lo spazio che ci circonda, ne può amplificare il messaggio di sofferenze e disagio, oppure ne può acuire gioie e quotidianità. Ad esempio nel video A Station of the Metro di Shaun Gladwell, l’artista australiano presente anche alla Biennale di Venezia, tutto si gioca sul trovare un equilibrio: i performers si muovono o posizionano i propri corpi in modo che le forze agenti si equivalgano. Insomma, nella città siamo tutti dei funamboli da terra. Anche nel video di Dimitry Gutov From flat to flat, le prospettive si assottigliano e i punti di vista di una normale città cambiano perché la osserviamo al contrario, scoprendo una realtà inedita.
Quali sono le tecniche fotografiche che permettono la creazione di places visionaires?
Ogni artista scelto sviluppa la tematica e il linguaggio in modo diverso. Se vogliamo soffermarci sull’immagine estetizzante in bianco e nero, non possiamo non amare le fotografie di Peter Schlör: sono un viaggio in un flou perfetto e senza tempo. Le città realizzate da Michael Wolf analizzano le trasparenze dei grattacieli di Shangai, fra solitudini alla Hopper e Blade Runner. L’Urban Europe di Marco Zanta è un’esplorazione tra le differenze e le similitudini del nostro continente, così vicino e tante volte così estraneo ai più. La città traslata nel video di Damir Ocko The End of the World reinterpreta i miti classici in un impossibile incontro calcistico concettuale. La Berlino di Basilico è una plastica architettura dalle atmosfere surreali. La città rappresenta la realizzazione perfetta, o quasi, della società nella quale viviamo. Se nel Rinascimento le colline di Firenze erano lo scenario della corte, ora i grattacieli o le costruzioni più avveniristiche testimoniano il cambiamento repentino dello sviluppo globalizzato, con tutte le sue contraddizioni.
CITIES -Places visionaires si aprirà il 28 settembre all’Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma. Qui la rassegna è visibile in anteprima per Panorama.it
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CITIES
Places visionaires
AuditoriumArte
28 Settembre / 10 Ottobre2009
Sede: Auditorium Arte
Auditorium – Parco Della Musica
Viale Pietro De Coubertin
Roma
Telefono: Auditorium 06.80241436
LAC 06.3333390
Ass. Arte Contemporanea: Fabrizio Orsini 328.7187678
Orario: giorni feriali 17.00 – 21.00 sabato e domenica 11.00 – 21.00
Inaugurazione: Lunedi 28 Settembre 2009 alle ore 18.00
Catalogo: Realizzato dalla Festa dell’ Archittetura
Artisti : Gabriele Basilico, Damir Ocko, Dmitry Gutov, Marco Zanta, Michael Wolf, Peter Schloer, Shaun Gladwell.
Organizzazione: Associazione Arte Contemporanea,
Laboratorio Architettura Contemporanea – evento off della Festa dell’ Architettura
LINKS: www.camillaboemio.com/cities.html
Blog: http://aniconics.splinder.com
http://www.auditorium.com/it/auditorium/spazi- sale/auditorium-arte
Ingresso: Libero
Comunicato stampa
La prima mostra della rassegna Luce-forma/visioni urbane ,ideata da Daniela Pastore , promossa dal Laboratorio Architettura Contemporanea, in collaborazione con la Festa dell’ Architettura , curata da Camilla Boemio , “Cities – places visionaires” affronta il tema dell’ Architettura indagando panoramiche poliedriche di città internazionali – scorci emozionali , progettuali – riscoprendo la città come protagonista assoluta di panoramiche inedite sempre in fermento di cambiamento e metamorfosi strutturale nella prospettiva del concetto di non luogo .
Un viaggio nella contemplazione e nell’ esplorazione urbana.
Alla collettiva partecipano alcuni dei più famosi fotografi europei che hanno dedicato la propria ricerca artistica al paesaggio industriale e le aree urbane , con accenni e scelte inedite : Gabriele Basilico , Marco Zanta , Michael Wolf , Stefano Graziani e Peter Schloer .
Doppia chiave di lettura del concetto analizzato con un attenzione alla video arte con vari lavori , di due dei più interessanti video artisti internazionali degli ultimi anni , che hanno reinterpretato il tema delle architetture urbane : Damir Ocko con “The end of the World” (2007) , Shaun Gladwell con “In a station of the Metro” (2006) e Dmitry Gutov .
La serie esposta di Marco Zanta è “Urban Europe” .
La serie realizzata da Gabriele Basilico è : “Berlino” .
Le serie esposte realizzate da Michael Wolf sono : “Architecture of Density” e “Transparent City” .
Shaun Gladwell ha partecipato alla Biennale di Venezia 2009 – Padiglione dell’ Australia .
La fusione di linguaggi espressivi diversi, l’ esplorazione interdisciplinare e la possibilità di interagire con personalità del mondo dell’ arte e della cultura su temi di grande attualità sono la formula delle Festa dell’ Architettura e delle mostre d’ Arte che si rivolgono alle pratiche più avanzate delle creatività contemporanea nell’ ambito delle arti visive e della fotografia .
La mostra è un preview della Festa dell’ Architettura , che avrà il suo fulcro ad Aprile - Maggio del 2010 .
L’Opening della mostra sarà nello stesso giorno della presentazione , all’ Auditorium, della Festa dell’ Architettura.
Collaborazione con le gallerie : Bugno Art Gallery - Venezia , Zonca & Zonca - Milano , Studio La Città – Verona , Nina Lumer – Milano , Gallery Tiziana di Caro, Salerno – Bernhard Knaus Fine Art , Frankfurt ., Atelier Elipsis - Istambul .
. “ (…)“Una protagonista assoluta: la città .
Un’ analisi a Roma .
Una versione poliedrica che abbraccia varie capitali europee , fino ad addentrarsi in Russia .
Una visione documentaristica, il cui stile “deadpan” (- impassibile) estetico descrive i soggetti : il paesaggio e l’ architettura in modo minuzioso e realistico .
La fotografia inizia ad avere una rinnovata freschezza e un’ opportunità dopo una forte concentrazione ed attrazione da parte della critica e dei Musei , negli anni ‘ 80 , nei confronti della pittura .
I primi anni novanta incentivano la fotografia che viene esposta , in crescente numero , nei nuovi centri d’ arte e nelle gallerie .
I soggetti di queste fotografie sono : panoramiche di fabbriche dismesse , industrie , ambienti architettonici , magazzini , porti , vedute cittadine , non luoghi seriali che accumunano periferie diverse : dai bonlieux di Parigi , a Los Angeles a Milano .
L’ estranietà ed il cambiamento analizzati con cura tassonomica.
Il deadpan estetico ha una matrice germanica – da non sottovalutare l’ analisi e il retaggio storico della pittura paesaggistica fiamminga e tedesca (per citare un artista, Albrecht Durer) del XVI secolo, che evidenziava e seguiva una forma realistica di rappresentazione .
Genitori di questa prole di analitici fotografi sono Bernd e Hilla Becher , che sono stati e continuano ad essere influenti parametri della definizione delle deadpan della fotografia contemporanea.
Una fotografia che “regna” sovrana nei Musei Internazionali sdoganando un linguaggio ritenuto fin troppo subalterno.
La mostra “Cities – places visionaires” vuole riportare l’ attenzione sulla città e le architetture – spaziando fino alla video arte – riproponendo e stimolando il dibattito sulla città del futuro in un momento nel quale le trasformazioni sono in atto; e in questo l’ Italia soffre di una mancanza di spinta verso il rinnovamento e il cambiamento .
“Cities” vuole fare sognare il visitatore – perché le mostre – come il cinema devono permettere di aprire ponti all’ immaginario , offrendo vedute sconosciute e ricchezze impalpabili.
Tanti artisti , stili poliedrici messi a confronto , per dare una visione nella contemplazione e nella esplorazione urbana ; con accenni e scelte inedite, da: Damir Ocko a Gabriele Basilico, Dmitry Gutov , Marco Zanta, Peter Scholor. (…) “
Camilla Boemio (www.camillaboemio.com/mnemosyne.html/) è curatrice, critica d’arte contemporanea e blogger (http://aniconics.splinder.com)
MEDIA PATNERS:
EQUIPéCO
SKY CLASS
PANORAMA
Patrocini:
Comune di Roma
Festa dell’ Architettura



MARCO ZANTA
Bilbao
“Urban Europe”
Courtesy Bugno Art Gallery – Venezia


Michael Wolf
“Trasparen City”
Courtesy Studio

Courtesy Gallery Zonca & Zonca ,

Damir Ocko
The End of the World, HD video, 15.22 min
Production: Tirana Institute of Contemporary Art, 2007
Courtesy Gallery Tiziana di Caro,
Luis Gispert
Smother
Luis Gispert è uno degli artisti internazionali più interessanti, vive e lavora a Brooklyn, New York.
Per la prima volta viene presentato il film inedito, in Italia, alla mostra “ Mnemocyne – L’ Atlante dell’ immagini: “Smother”
“Smother”, è un film narrativo sperimentale di ventisei minuti, annunciato come "affascinante" dal New York Times, e descritto in modo superbo per la straordinaria "visione lirica" dalla rivista The New Yorker.
Immerso nel clima degli anni ottanta di Miami, dove Gispert ha trascorso la sua gioventù, il film esplora i ricordi dell'autore, a volte in modo violento, riportando alla memoria incubi e ricordi d'infanzia.
“Smother” non è nostalgico ricordo di quel periodo, ma piuttosto un passato immaginato sulla base di elementi autobiografici. Drifting reali, iper-reale e scenari immaginari, il film segue il saggio ragazzo , di undici anni ,che come lui subisce una serie di dolorose metamorfosi che lo portano a rompere il legame adolescenziale che lo lega in modo prepotente alla madre.
Gispert ha scritto la sceneggiatura con l’ artista Orly Genger e ha collaborato alla colonna sonora con il Miami-based Phoenecia (Joshua Kay & Romulo Del Castillo). Le stelle Steven Bauer da "Scarface" a "Traffico" a Taryn Manning, e "Hustle Flow".
Le grandi fotografie , tratte dal film , enfatizzano questa esplorazione.
In queste opere, Gispert assembla sia una fotografia di paesaggio, con : i tramonti, l'alba, e siti di interesse storico, sia militare .
Un romantico tramonto su un parco industriale è visto attraverso il parabrezza di una casa di replica del veicolo Knight Rider.
La mediazione di questi spazi naturali visti attraverso la cornice di vari intricati fabbricati crea tensione nel rapporto di rendering fotografico tra l’ambiente naturale e quello costruito :creando un'altra prospettiva assimilativa e visionaria.
Luis Gispert is one of the most interesting international artists "Smother" is a film for the first time in
“Smother”, is a 26-minute experimental narrative film, heralded as “riveting”
by the New York Times, and possesses a “ lyrical gripping vision” by The New
Yorker magazine. Bathed in the atmosphere of 1980’s
his youth, the film explores the artist’s violent and sometimes twisted childhood
nightmares and memories.
Smother is neither a period piece nor a nostalgic recollection of that era, but
rather an imagined past based on autobiographic elements. Drifting through real,
hyper-real and fictional scenarios, the film follows an 11-year-old boy as he
undergoes a series of painful metamorphosis that ultimately lead him to break the
adolescent bonds that bind him to his overbearing mother. Gispert wrote the script
with artist Orly Genger and collaborated on the soundtrack with the Miami-based
interdisciplinary bass experimentalist Phoenecia (Joshua Kay & Romulo
Castillo). It stars Steven Bauer from “Scarface” and “Traffic” and Taryn Manning,
from “Hustle and Flow”.
The large-scale photographs expand on this exploration. In these works, Gispert
positions tropes of landscape photography, such as sunsets, sunrise, and historic
landmarks, from the vantage point of military or highly customized vehicle interiors.
A romantic sunset over an industrial park is seen through the windshield of a
homemade replica of the Knight Rider vehicle. The mediation of these iconic
natural settings through the frame of various intricate fabricated interiors, scaled
almost to life, creates tension in the relationship of photographic renderings of the
natural and manufactured.
Luis Gispert was born in
featured in the 2002 Whitney Biennial and in exhibitions at the
Art,
BIG BEN BLOG by Susanna Legrenzi:
http://bigbenonline.net/2009/06/arte-luis-gispert.html

Luis Gispert
Little Brownie, 2006
C-Print
Edition of 3
Courtesy of
www.camillaboemio.com/mnemosyne.html
KLAUS THYMANN

Nato in Danimarca nel 1972, vive e lavora a Londra.
video e fotografie inedite
Per la prima volta in Italia é presentato questo giovane artista svedese che vive a Londra che è fotografo, video artista, regista. Collabora con il regista Lars Von Treier e partecipa, fuori concorso, al Festival di Berlino 2009.
Si divide in realizzazioni commerciali per i maggiori marchi mondiali da: Adidas , Audi a Nike, a esposizioni per le maggiori gallerie internazionali.
Ha realizzato un film inedito per la mostra “Mnemocyne – L’Atlante dell’ immagini” e nove fotografie.
Le immagini sono astrazioni di personaggi coinvolti nella storia mitologica della nascita delle nove muse. Il linguaggio visivo creato per questo progetto è visto attraverso una lente contemporanea e costruito reinterpretando l’antica simbologia.
Alcune mostre e premi prestigiosi vinti:
2009 Merit at Fujifilm Distinctions Awards 2008, 2008 Included in the book 50 Top Contemporary Fashion Photographers, published by DAAB , 2008 Hybrids exhibition at Exposure, London, 2007 HYBRIDS book launch & exhibition at Wild Project, New York , 2007 Group show “The First Nail” at Bblessing, New York, 2007 Group show at Paul Smith’s Gallery, Tokyo , 2007 Group show at Cosh Gallery London. Book New Face of Portraiture published by IdN ,2006 Solo exhibition at no.one Gallery, London, 2006 Exhibition at Premium in conjunction with ArtMBassy, Berlin, 2005 Part of a photographic showcase at Cannes Lion Advertising Festival.

...............ecco cosa potete trovare su MNEMOSYNE in Flash Art e Il Sole 24 Ore...............
http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=news_det&id=856&det=ok&news=Mnemosyne,-l%E2%80%99atlante-delle-immagini
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/cartellone-mostre-fotografiche.shtml?uuid=66bb9df6-f52e-11dd-b3b5-98f690ce0b8a&DocRulesView=Libero

MNEMOSYNE: L’ATLANTE DELLE IMMAGINI
Segnaliamo il giorno 11 Giugno l'intervista a Camilla Boemio al GR2, giornalista Gabbiano, alle 18.00 .
L' intervista di RAI INTERNATIONAL, alle 16.30 ,il 18 Giugno .
I servizi televisivi di RAI 3, giornalista Pancrazi, il 25 Giugno alle 18.00 - e su SKY trasmissione ARTE CLASS V ,giornalista Maschietti Nicolella, 11 Luglio 2009.
Se siete interessati a ricevere il catalogo della mostra “Mnemosyne: l’Atlante delle immagini”, potete contattarci o scrivere una mail:
The exhibition "Mnemosyne - the atlas of images', Visual Arts Center Pescheria -
We point out the June 11 interview with Camilla Boemio GR2, journalist Gabbiano, at 18:00.
The interview with RAI INTERNATIONAL, at 16:30, on 18 June.
The television RAI 3, Pancrazi journalist, on 25 June at 18.00 - and transmission SKY ART CLASS V, journalist Nicolella Maschietti on 11 July.
If you are interested in receiving a catalog of the exhibition "Mnemosyne: The Atlas of the images, please contact us or write an e-mail:
+ 39 333 3021151
+ 39 328 7187678

ANTEPRIMA WEB: MNEMOSYNE, L'ATLANTE DELLE IMMAGINI

http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2009/05/26/anteprima-web-mnemocyne-latlante-delle-immagini/
http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2009/06/04/david-carradine-trovato-morto-a-bangkok/

Clemens von Wedemeyer
Untitled (Reconstruction)
2005
3 min
sound, no dialogues
Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Galerie Wolff

Bjørn Melhus
Video still from the film "
28 min. looped
Edition: 10 + 2
Courtesy Galerie Anita Beckers |
MNEMOSYNE
L’atlante delle immagini
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA
ISTITUZIONE COMUNALE
13 – 28 giugno 2009
Sede: Centro Arti Visive Pescheria
Corso XI Settembre, 184
Pesaro 61100 – PU
Sede espostiva: Chiesa della Maddalena
Via Zacconi – Pesaro
Telefono 0721 387474 – 328.7187678
Orario: tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00 e dalle 21.30 alle 22.30
Inaugurazione: Sabato 13 giugno 2009 alle ore 18.00
Catalogo: Realizzato dal museo Centro Arti Visive Pescheria
Organizzazione: Centro Arti Visive Pescheria – Ass. Arte Contemporanea
Ingresso: Libero
Comunicato stampa
La mostra attualizza e reinterpreta in chiave contemporanea il testo cult dello storico dell’ Arte Aby Warburg: MNEMOSYNE – L’ Atlante delle immagini. L’opera, mai ultimata, è sempre stata avvolta da un aurea di mistero e fascinazione.
Mnemosyne è un atlante figurativo (Bilderatlas) composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d'arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell'antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).
Nel Bilderatlas, che contiene un migliaio di fotografie sapientemente composte e assemblate, le immagini sono oggetto privilegiato di studio in quanto sono un modo immediato di ‘dire il mondo’. L’immagine è il luogo in cui più direttamente precipita e si condensa l'impressione e la memoria degli eventi. Dotate di un primordiale potere energetico di evocazione, in forza della loro vitalità espressiva le immagini costituiscono i principali veicoli e supporti della tradizione culturale e della memoria sociale, che in determinate circostanze può essere “riattivata e scaricata”. Nell'Atlante la giustapposizione di immagini, impaginate in modo da tessere più fili tematici attorno ai nuclei e ai dettagli di maggior rilievo, crea campi di energia e provoca lo spettatore a innescare un processo interpretativo aperto: “la parola all'immagine” (zum Bild das Wort).
Mnemosyne è dunque una macchina, una sorta di gigantesco condensatore in cui si raccolgono tutte le correnti energetiche che hanno animato e ancora animano la memoria dell'Europa. Obiettivo dell’Atlante è illustrare i meccanismi di tradizione di temi e figure dall'antichità – orientale e greco-romana – all’attualità, con particolare riguardo alla ripresa di moti, gesti e posture che esprimono l’intera gamma dell’eccitazione emozionale (l'aggressione, la difesa, il sacrificio, il lutto, la malinconia, l'estasi, il trionfo, etc.). Si tratta di Pathosformeln – formule espressive dell'emozione – dedotte direttamente in forma artistica dai modelli antichi, o anche riemergenti senza diretto collegamento ai modelli, nella forma di engramma, esito spontaneo dell'istinto gestuale umano.
Sono stati scelti dalla curatrice Camilla Boemio artisti internazionali (Steven Klein, Biorn Melhus, Candice Breitz, Christelle Lheureux, Klaus Thymann, Clemens von Wedemeyer, Gaston Ramirez Feltrin, Tony Oursler, Richard Kern, Guido van der Werve), nazionali (Andrea Dojmi, Stefano Graziani, Nico Vascellari, e il gruppo Alterazioni video) e i lavori video (con delle eccezioni fotografiche) più interessanti e, pertinenti al concetto analizzato, degli ultimi anni. Inoltre, presenti anche molte opere inedite tra le quali ricordiamo “Smother” di Luis Gispert e “Romantic delusions” di Jesper Just e, novità italiana, “The Soft Epic, or: Savages of the Pacific Wes”, di Nadia Hironaka e Matthew Suib e “Purified by fire” di Matthew Suib.
Camilla Boemio (www.camillaboemio.com/mnemosyne.html/) è curatrice, critica d’arte contemporanea e blogger (http://aniconics.splinder.com).
L’evento curato da Camilla Boemio è sponsorizzato da:
MELONI TECNO-HANDLING SRL (www.meloni.it)
VENTURI OTTICI
SPONSOR TECNICI: EPSON (www.epson.it),
I GUZZINI (www.iguzzini.it),
Estro Stands (www.estrostands.com).
Collaborazioni: Confindustria Pesaro-Urbino (www.confindustria.pu.it)
Gruppo Editoriale Minerva RARO VIDEO (www.rarovideo.com)
HOTEL GALA (www.hotelgala.it),
HOTEL CARAVELLE (www.hotel-caravelle.net)
Media Partner: Panorama.it (www.panorama.it)
Il Resto del Carlino
(http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/index.shtml)
Marche Guida (www.guidamarche.it)
RED TV (www.redtv.it)
PagineSì (www.paginesi.it)
Patrocinio: Fondazione Pesaro Nuovo Cinema Onlus

Video:
Tony Oursler
Ride, 2002 - video, 20' 03"
Nassau St, 2002 - video, 32' 03"
Night Hawk, 2002 - video, 29' 12"
Nymphea, 2002 - video, 34' 53"
Pulp, 2002 - video, 11' 11"
Harmonic, 2002 -video, 6' 29"
Courtesy Galleria In Arco

Stefano Graziani
kew dittico. c -prints 2005
110x9
Courtesy Galleria Mazzoli, Modena
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MNEMOSYNE
L’atlante delle immagini
The Atlas of images
Si presenterà la mostra: "MNEMOSYNE - L' Atlante dell' immagini" Museo Pescheria Pesaro .
La mostra attualizza e reinterpreta in chiave contemporanea il testo cult dello storico dell’ Arte Aby Warburg: MNEMOCYNE – L’ Atalante delle immagini. L’opera, mai ultimata, è sempre stata avvolta da un aurea di mistero e fascinazione.
Sono stati scelti dalla curatrice Camilla Boemio artisti internazionali (Steven Klein, Biorn Melhus, Candice Breitz, Christelle Lheureux, Klaus Thymann, Clemens von Wedemeyer, Gaston Ramirez Feltrin, Tony Oursler, Guido Van Der Werve , Richard Kern), nazionali (Andrea Dojmi, Stefano Graziani, Nico Vascellari, e il gruppo Alterazioni video) e i lavori video (con delle eccezioni fotografiche) più interessanti e, pertinenti al concetto analizzato, degli ultimi anni. Inoltre, presenti anche molte opere inedite tra le quali ricordiamo “Smother” di Luis Gispert e “Romantic delusions” di Jesper Just e, novità italiana, “The Soft Epic, or: Savages of the Pacific Wes”, di Nadia Hironaka e Matthew Suib e “Purified by fire” di Matthew Suib.
Verranno proiettati degli estratti dei video presentati alla mostra .
Per informazioni contattare l' Associazione Arte Contemporanea - 328.7187678 .

ALTERAZIONI VIDEO
“Artists ‘ serial killer “ 2008

Klaus Thymann
Non ricordo il Titolo,Christelle Lheureux
video on DVD in loop,
Courtesy Artericambi
Coll. AgiVerona
immagini:
1. Non ricordo il titolo
(è impossibile)
2008
Fotografia in bianco e nero
Alluminio d-bond dimensioni 120x120 cm
edizione di 5 +
MNEMOSYNE
L’atlante delle immagini
The Atlas of images
curator Camilla Boemio
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA
ISTITUZIONE COMUNALE
13 – 28 June 2009
Press Release
The exhibition intends reinterpreting and representing in a contemporary view the cult text by art historian Aby Warburg: MNEMOCYNE – the Atlas of images. This piece which was never completed has always been surrounded by an aura of mystery and fascination.
Mnemocyne is a figurative atlas (Bilderatlas) composed of a series of tables assembled with photographic montages of different artworks: examples drawn mostly from the Renaissance period (art works, manuscript pages, playing cards, etc.); but also archaeological finds from Eastern, Greek and Roman antiquity; as well as testimonies of the 20th-century culture (newspaper clips, labels, postage stamps).
In the Bilderatlas, with about thousand photographs artistically composed and assembled, images are the main focus of attention, as they are a direct way to represent, to "say”, the world. The image is the place where the impression and memory of events precipitate and condense the most. As they are provided with a primal power of evocation, in their liveliness of expression, images are the main means and drives to convey cultural tradition and social memory, which in some circumstances may be “revived and uploaded”. In the Atlas, the overlapping of images, combined together to weave several thematic threads into relevant cores and details, creates fields of energy and triggers in viewers an open-ended process of interpretation: “images speak” (zum Bild das Wort).
Mnemocyne is therefore a machine, a sort of giant condenser collecting all the energy currents which have animated - and still do today - the memory of
Curator Camilla Boemio has chosen international (Steven Klein, Biorn Melhus, Candice Breitz, Christelle Lheureux, Klaus Thymann, Clemens von Wedemeyer, Gaston Ramirez Feltrin, Tony Oursler, Richard Kern, Guido van der Werve), national (Andrea Dojmi, Stefano Graziani, Nico Vascellari,and the group Alterazioni video) artists, together with video works (with photographic exceptions), who are the most interesting and - in connection with the concept being analysed here - most recent. There are also works which have never been exhibited, such as “Smother” by Luis Gispert and “Romantic delusions” by Jesper Just and, new for Italy, “The Soft Epic, or: Savages of the Pacific Wes”, by Nadia Hironaka and Matthew Suib and“Purified by fire” by Matthew Suib.
Camilla Boemio (www.camillaboemio.com) is a curator, contemporary art critic and blogger (http://aniconics.splinder.com).


GUIDO VAN DER WERVE
“Nummer drie . Take Step Fall “.
2004
35mm on dvd, 10'38
''Courtesy the artist, MONITOR,

Candice Breitz
Soliloquy Trilogy
2000
Soliloquy (Jack) 1987- 2000
Soliloquy (
Soliloquy (Clint) 1971 – 2000
Courtesy Francesca Kaufmann Gallery ,

GASTON RAMIREZ FELTRIN
”On Debord“
2005

“Illumination Complete, Action #5”
Videostill da video 4’30”
fuji single 8mm su digibeta
Andrea Dojmi 2008
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MNEMOSYNE
L’atlante delle immagini
CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA
ISTITUZIONE COMUNALE
13 giugno – 28 giugno 2009
Comunicato stampa
La mostra attualizza e reinterpreta in chiave contemporanea il testo cult dello storico dell’ Arte Aby Warburg: MNEMOCYNE – L’ Atlante delle immagini. L’opera, mai ultimata, è sempre stata avvolta da un aurea di mistero e fascinazione .
Mnemocyne è un atlante figurativo (Bilderatlas) composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d'arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell'antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).
Nel Bilderatlas, che contiene un migliaio di fotografie sapientemente composte e assemblate, le immagini sono oggetto privilegiato di studio in quanto sono un modo immediato di ‘dire il mondo’. L’immagine è il luogo in cui più direttamente precipita e si condensa l'impressione e la memoria degli eventi. Dotate di un primordiale potere energetico di evocazione, in forza della loro vitalità espressiva le immagini costituiscono i principali veicoli e supporti della tradizione culturale e della memoria sociale, che in determinate circostanze può essere “riattivata e scaricata”. Nell'Atlante la giustapposizione di immagini, impaginate in modo da tessere più fili tematici attorno ai nuclei e ai dettagli di maggior rilievo, crea campi di energia e provoca lo spettatore a innescare un processo interpretativo aperto: “la parola all'immagine” (zum Bild das Wort).
Mnemocyne è dunque una macchina, una sorta di gigantesco condensatore in cui si raccolgono tutte le correnti energetiche che hanno animato e ancora animano la memoria dell'Europa. Obiettivo dell’Atlante è illustrare i meccanismi di tradizione di temi e figure dall'antichità – orientale e greco-romana – all’attualità, con particolare riguardo alla ripresa di moti, gesti e posture che esprimono l’intera gamma dell’eccitazione emozionale (l'aggressione, la difesa, il sacrificio, il lutto, la malinconia, l'estasi, il trionfo, etc.). Si tratta di Pathosformeln – formule espressive dell'emozione – dedotte direttamente in forma artistica dai modelli antichi, o anche riemergenti senza diretto collegamento ai modelli, nella forma di engramma, esito spontaneo dell'istinto gestuale umano.
Sono stati scelti dalla curatrice Camilla Boemio artisti internazionali (Steven Klein, Biorn Melhus, Candice Breitz, Christelle Lheureux, Klaus Thymann, Clemens von Wedemeyer, Gaston Ramirez Feltrin, Tony Oursler, Guido Van Der Werve , Richard Kern), nazionali (Andrea Dojmi, Stefano Graziani, Nico Vascellari, e il gruppo Alterazioni video) e i lavori video (con delle eccezioni fotografiche) più interessanti e, pertinenti al concetto analizzato, degli ultimi anni. Inoltre, presenti anche molte opere inedite tra le quali ricordiamo “Smother” di Luis Gispert e “Romantic delusions” di Jesper Just e, novità italiana, “The Soft Epic, or: Savages of the Pacific Wes”, di Nadia Hironaka e Matthew Suib e “Purified by fire” di Matthew Suib.
Camilla Boemio (www.camillaboemio.com) è curatrice, critica d’arte contemporanea e blogger (http://aniconics.splinder.com)


Nico Vascellari
Death Blood War
View of the show at Skuc Gallery in Ljubljiana 2006
Courtesy the artist and MONITOR,

Nadia Hironaka and Matthew Suib
The Soft Epic; or, Savages of the Pacific
Multy – channel synchoronized video with sound
2008

the X-STaTIC PRO=CeSS videos
“ X – Static Process “ series videos :Bed ,Coyote, Queen and Beast 2002 (MADONNA)

![cess_madonna_08_h[1]](http://files.splinder.com/c3d96b0d230cbe64dbc5f898da02f053_medium.jpg)

For the show Mnemosyne Klaus Thymann is producing a video installation and 9 c-type prints.
The images (both moving and still) are abstractions over the characters involved in the mythological history of the birth of the nine muses. The visual language created for this project is seen through a contemporary lens and constructed in a forward thinking visual language yet referencing ancient symbolism

Luis Gispert
Piss Pool, 2006
C-Print
Edition of 3
Courtesy of
JESPER JUST
"Romantic Delusions"
2008
8mm film transferred to DVD
10'25" minutes
Courtesy Emmanuel Perrotin, Paris

Mattew Suib
Purified by Fire, 2006
Multi – channel video/audio projection
Continous loop