
Osea Costantini
opening: March, 27 06.00 P.M.
from March 8 to March 21
timetable: from Monday to Saturday, 04.00-10.30 P.M.
other times are possible only by appointment
curator: Camilla Boemio
exhibition area "Frida"
Via Pollaiuolo n.3 (zona isola) 20159 Milano
tel. 02.680260 , mobile Associazione Arte Contemporanea 328.7187678
blog: http://aniconics.splinder.com /
www.fridaisola.it
www.oseacostantini.it
Osea Costantini uses a photographic language which mixes cinematographical elements and a grotesque interpretation of a media topicality painted with dark colours, also projecting his own fears in an intimistic and debunking perspective.
"His images make a personal projection of a whole repertoire: crime news, Hollywood stereotypes which reminds us Gus Van Sant's "My Own Private Idaho", 40's French movies heroines - with the true atmosphere where they are taken from, the angular night-inhabitant of crime movies, Hitchcock's brave but vulnerable career girls, the simple guy from the small town who is overwhelmed by the metropolis in the American B-movies, the relentless running of time; all this is a protagonist of an alienated despair in which fierceness and morbid inattention deeds are committed- immersed in a sort of intense and generalised memory.
It's a fiction in which brief chapters of fantasy novels get a form, boxes inside of other boxes from which forgotten memories, put away anxiety, whispered words come out.
Osea Costantini imitates the reality through his personal sensibility adding details from his character. He goes back to his own memory, interpretates what surrounds him, confuses him, feeds him; by doing so he exorcizes fears, projections and utters that piece of world which he watches and feels.
He never forgets to open the boxes of his shaped fantasy, revealing characters in trouble who have been forsaken in hostile places, who sometimes lay down on their backs in sunshiny beaches, who are even similar to a mummy casket .
These roles can be different: the girls in her bed with her numbers-tatooed back, the boy who sits on a huge alarm clock, the face of the girl who stares intensely at us- allegories of something deeper and darker.
In the common unconscious myth, each frame refers to the boy/girl in trouble; in their whole they touch that myth which everyone has had inside from the childhood: the myth of danger, of desired love, of the need of love and safety, which define our human condition.
He drives us to look inside the box, even if he is revealing the latest crime news- manipulated and embodied in an image, a character who becomes allegory of a general, teen-aged unease.
They are movie projections invented by a young myths consumer who are searching for a fantasy place, shared by a common cultural interpretation".
(text by Camilla Boemio)
The fourteen pictures presented are a brief section of the series "Senza Titolo" ("Without Title").
Some of these are unpublished or were presented during the exhibition "Car Park" (2007); images from a cloudy and uninhibited universe, disillusioned frames of a crime movie in which the everyday life comes out with its suburbs ghosts- heritage of a common culture.
The whole is deliberately without any title and represents a coherent artistic quest of the young photographer from Morro d'Alba (a little village near
info: tel. 3287187678,
assartecontemporanea@gmail.com

Lo spigoloso abitante di fantasie
Osea Costantini
opening: 7 Marzo ore 18.00
dal 8 al 21 Marzo
orario: dal lunedì al sabato 16.00; 22.30
Altri orari su appuntamento
a cura di CAMILLA BOEMIO
spazio espositivo: Frida,
Via. Pollaiuolo n.3 (zona isola) 20159 Milano
tel. 02.680260 , cell. Associazione Arte Contemporanea 328.7187678
blog: http://aniconics.splinder.com/
Osea Costantini sottopone il linguaggio fotografico a una mélange di elementi cinematografici e di reinterpretazioni grottesche di una attualità mediatica a tinte cupe, senza risparmiare proiezioni di proprie paure in chiave intimistica reinterpretate in modo dissacrante.
“Le sue immagini operano una personale proiezione di un intero repertorio di cronaca nera, di stereotipi hollywoodiani alla Gus Van Saint di “Belli e dannati”, di eroine di film francesi anni ' 40, insieme con le vere atmosfere dalle quali sono tratte – dello spigoloso abitante della notte da film noir, delle coraggiose ma vulnerabili ragazze in carriera di Hitchcock, l' innocente della piccola città travolto dalla metropoli nei B movies Americani, l' inesorabile trascorrere del tempo, sono protagonisti di un alienata disperazione nella quale vengono messe in scena atti di ferocia e di disattenzione morbosa immerse in una sorta di memoria intensa e generalizzata.
Sono finzioni nelle quali prendono forma brevi capitoli di romanzi fantastici, scatole nelle scatole nelle quali emergono memorie dimenticate, ansie riposte, parole sussurrate.
Osea Costantini imita la realtà attraverso la sua sensibilità personale, aggiungendoci dettagli del proprio temperamento.
Secondo Emile Zola: l' Arte è importante; ci dona una parte di natura vista attraverso un temperamento.
Così Osea andando a ritroso nella propria memoria, reinterpreta ciò che lo circonda, che lo confonde, che lo nutre, esorcizzando paure, proiezioni; esternando questo pezzo di mondo da lui osservato e sentito.
Non dimentica mai di aprire le scatole della propria fantasia plasmata, rivelandone personaggi in difficoltà abbandonati in luoghi ostili, talvolta riversi su se stessi in spiagge assolate, o addirittura similari a un feretro di una mummia.
Ruoli che hanno varianti: dalla ragazza nel letto distesa con la schiena tatuata da cifre, il ragazzo seduto sopra la sveglia gigante, il volto della ragazza che ci guarda intensamente, allegorie di qualcosa di più profondo e oscuro.
Nel inconscio mitico di tutti, ciascun fotogramma riguarda la ragazza/o nei guai; nel loro insieme vanno a toccare quel mito che ognuno di noi si porta dentro l' infanzia, il mito del pericolo,
dell' amore desiderato e del bisogno di sicurezza che definiscono la nostra condizione umana
Ci incoraggia a guardare dentro la scatola, anche se ci sta rivelando l' ultimo caso di cronaca nera manipolata e reincarnata in un immagine, un personaggio reso allegoria di un malessere generale, adolescenziale.
Sono proiezioni filmiche reinventate da un giovane consumatore di miti in cerca di un luogo della fantasia, condiviso dalla reinterpretazione della cultura comune ...
(testo Camilla Boemio) “
Le quattordici fotografie presentate sono un breve spaccato della serie “ Senza Titolo “.
Alcune sono realizzazioni inedite pensate per la mostra, altre presentate alla esposizione “ Car Park “ del 2007, immagini di un universo a tratti torbido e disinibito, fraimes disincantati di un film noir nel quale la quotidianità emerge con i propri fantasmi di periferia, retaggio della cultura comune .
Tutte volutamente senza titolo e rappresentative di una coerente ricerca artistica del giovane fotografo di Morro d' Alba (piccolo paese vicino ad Ancona), paese natale anche di Enzo Cucchi..
info: 328.7187678