CITIES: Places Visionaires

Una mostra di fotografie e video per capire come si trasformano le città e come cambiano coloro che le abitano. È CITIES -Places visionaires. Dal 28 settembre all’Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma. Da oggi in anteprima su Panorama.it.
Abbiamo incontrato la curatrice della rassegna, Camilla Boemio che ci spiega perché tra le architetture della metropoli diventiamo tutti “dei funamboli da terra”.
Perché fotografare l’architettura? “Lo si può capire addirittura attraverso un film del 1929; L’ uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov” spiega in questa intervista Camilla Boemio, curatrice della mostra CITIES -Places visionaires, una rassegna di fotografie e video tutti giocati sui temi dell’architettura. Una sorta di appetizer della Festa dell’Architettura a Roma, che si terrà nella primavera del 2010.
“Il fotografo nel film di Vertov”, prosegue il critico, “è perpetuamente in movimento, si sposta con tale agilità e rapidità che diventa impossibile un suo qualsiasi intervento. L’ artista che utilizza il mezzo fotografico, rispetto al pittore di architetture come De Chirico, coglie l’aspetto capillare della rapidità, e compie un atto di non intervento. La conseguenza grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero”.
Non solo il mondo intero ma anche quello immaginario, come sembra suggerire il titolo della mostra Cities- places visionaires quasi un richiamo a quelle Città invisibili di cui raccontava Italo Calvino.
Sì, un legame fra queste fotografie e l’opera di Calvino può esserci, esattamente in quella capacità che ha Marco Polo, protagonista del romanzo, di vedere ciò che agli altri risulta invisibile. Nei video e foto in mostra l’artista coglie lo spazio che ci circonda, ne può amplificare il messaggio di sofferenze e disagio, oppure ne può acuire gioie e quotidianità. Ad esempio nel video A Station of the Metro di Shaun Gladwell, l’artista australiano presente anche alla Biennale di Venezia, tutto si gioca sul trovare un equilibrio: i performers si muovono o posizionano i propri corpi in modo che le forze agenti si equivalgano. Insomma, nella città siamo tutti dei funamboli da terra. Anche nel video di Dimitry Gutov From flat to flat, le prospettive si assottigliano e i punti di vista di una normale città cambiano perché la osserviamo al contrario, scoprendo una realtà inedita.
Quali sono le tecniche fotografiche che permettono la creazione di places visionaires?
Ogni artista scelto sviluppa la tematica e il linguaggio in modo diverso. Se vogliamo soffermarci sull’immagine estetizzante in bianco e nero, non possiamo non amare le fotografie di Peter Schlör: sono un viaggio in un flou perfetto e senza tempo. Le città realizzate da Michael Wolf analizzano le trasparenze dei grattacieli di Shangai, fra solitudini alla Hopper e Blade Runner. L’Urban Europe di Marco Zanta è un’esplorazione tra le differenze e le similitudini del nostro continente, così vicino e tante volte così estraneo ai più. La città traslata nel video di Damir Ocko The End of the World reinterpreta i miti classici in un impossibile incontro calcistico concettuale. La Berlino di Basilico è una plastica architettura dalle atmosfere surreali. La città rappresenta la realizzazione perfetta, o quasi, della società nella quale viviamo. Se nel Rinascimento le colline di Firenze erano lo scenario della corte, ora i grattacieli o le costruzioni più avveniristiche testimoniano il cambiamento repentino dello sviluppo globalizzato, con tutte le sue contraddizioni.
CITIES -Places visionaires si aprirà il 28 settembre all’Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma. Qui la rassegna è visibile in anteprima per Panorama.it
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CITIES
Places visionaires
AuditoriumArte
28 Settembre / 10 Ottobre2009
Sede: Auditorium Arte
Auditorium – Parco Della Musica
Viale Pietro De Coubertin
Roma
Telefono: Auditorium 06.80241436
LAC 06.3333390
Ass. Arte Contemporanea: Fabrizio Orsini 328.7187678
Orario: giorni feriali 17.00 – 21.00 sabato e domenica 11.00 – 21.00
Inaugurazione: Lunedi 28 Settembre 2009 alle ore 18.00
Catalogo: Realizzato dalla Festa dell’ Archittetura
Artisti : Gabriele Basilico, Damir Ocko, Dmitry Gutov, Marco Zanta, Michael Wolf, Peter Schloer, Shaun Gladwell.
Organizzazione: Associazione Arte Contemporanea,
Laboratorio Architettura Contemporanea – evento off della Festa dell’ Architettura
LINKS: www.camillaboemio.com/cities.html
Blog: http://aniconics.splinder.com
http://www.auditorium.com/it/auditorium/spazi- sale/auditorium-arte
Ingresso: Libero
Comunicato stampa
La prima mostra della rassegna Luce-forma/visioni urbane ,ideata da Daniela Pastore , promossa dal Laboratorio Architettura Contemporanea, in collaborazione con la Festa dell’ Architettura , curata da Camilla Boemio , “Cities – places visionaires” affronta il tema dell’ Architettura indagando panoramiche poliedriche di città internazionali – scorci emozionali , progettuali – riscoprendo la città come protagonista assoluta di panoramiche inedite sempre in fermento di cambiamento e metamorfosi strutturale nella prospettiva del concetto di non luogo .
Un viaggio nella contemplazione e nell’ esplorazione urbana.
Alla collettiva partecipano alcuni dei più famosi fotografi europei che hanno dedicato la propria ricerca artistica al paesaggio industriale e le aree urbane , con accenni e scelte inedite : Gabriele Basilico , Marco Zanta , Michael Wolf , Stefano Graziani e Peter Schloer .
Doppia chiave di lettura del concetto analizzato con un attenzione alla video arte con vari lavori , di due dei più interessanti video artisti internazionali degli ultimi anni , che hanno reinterpretato il tema delle architetture urbane : Damir Ocko con “The end of the World” (2007) , Shaun Gladwell con “In a station of the Metro” (2006) e Dmitry Gutov .
La serie esposta di Marco Zanta è “Urban Europe” .
La serie realizzata da Gabriele Basilico è : “Berlino” .
Le serie esposte realizzate da Michael Wolf sono : “Architecture of Density” e “Transparent City” .
Shaun Gladwell ha partecipato alla Biennale di Venezia 2009 – Padiglione dell’ Australia .
La fusione di linguaggi espressivi diversi, l’ esplorazione interdisciplinare e la possibilità di interagire con personalità del mondo dell’ arte e della cultura su temi di grande attualità sono la formula delle Festa dell’ Architettura e delle mostre d’ Arte che si rivolgono alle pratiche più avanzate delle creatività contemporanea nell’ ambito delle arti visive e della fotografia .
La mostra è un preview della Festa dell’ Architettura , che avrà il suo fulcro ad Aprile - Maggio del 2010 .
L’Opening della mostra sarà nello stesso giorno della presentazione , all’ Auditorium, della Festa dell’ Architettura.
Collaborazione con le gallerie : Bugno Art Gallery - Venezia , Zonca & Zonca - Milano , Studio La Città – Verona , Nina Lumer – Milano , Gallery Tiziana di Caro, Salerno – Bernhard Knaus Fine Art , Frankfurt ., Atelier Elipsis - Istambul .
. “ (…)“Una protagonista assoluta: la città .
Un’ analisi a Roma .
Una versione poliedrica che abbraccia varie capitali europee , fino ad addentrarsi in Russia .
Una visione documentaristica, il cui stile “deadpan” (- impassibile) estetico descrive i soggetti : il paesaggio e l’ architettura in modo minuzioso e realistico .
La fotografia inizia ad avere una rinnovata freschezza e un’ opportunità dopo una forte concentrazione ed attrazione da parte della critica e dei Musei , negli anni ‘ 80 , nei confronti della pittura .
I primi anni novanta incentivano la fotografia che viene esposta , in crescente numero , nei nuovi centri d’ arte e nelle gallerie .
I soggetti di queste fotografie sono : panoramiche di fabbriche dismesse , industrie , ambienti architettonici , magazzini , porti , vedute cittadine , non luoghi seriali che accumunano periferie diverse : dai bonlieux di Parigi , a Los Angeles a Milano .
L’ estranietà ed il cambiamento analizzati con cura tassonomica.
Il deadpan estetico ha una matrice germanica – da non sottovalutare l’ analisi e il retaggio storico della pittura paesaggistica fiamminga e tedesca (per citare un artista, Albrecht Durer) del XVI secolo, che evidenziava e seguiva una forma realistica di rappresentazione .
Genitori di questa prole di analitici fotografi sono Bernd e Hilla Becher , che sono stati e continuano ad essere influenti parametri della definizione delle deadpan della fotografia contemporanea.
Una fotografia che “regna” sovrana nei Musei Internazionali sdoganando un linguaggio ritenuto fin troppo subalterno.
La mostra “Cities – places visionaires” vuole riportare l’ attenzione sulla città e le architetture – spaziando fino alla video arte – riproponendo e stimolando il dibattito sulla città del futuro in un momento nel quale le trasformazioni sono in atto; e in questo l’ Italia soffre di una mancanza di spinta verso il rinnovamento e il cambiamento .
“Cities” vuole fare sognare il visitatore – perché le mostre – come il cinema devono permettere di aprire ponti all’ immaginario , offrendo vedute sconosciute e ricchezze impalpabili.
Tanti artisti , stili poliedrici messi a confronto , per dare una visione nella contemplazione e nella esplorazione urbana ; con accenni e scelte inedite, da: Damir Ocko a Gabriele Basilico, Dmitry Gutov , Marco Zanta, Peter Scholor. (…) “
Camilla Boemio (www.camillaboemio.com/mnemosyne.html/) è curatrice, critica d’arte contemporanea e blogger (http://aniconics.splinder.com)
MEDIA PATNERS:
EQUIPéCO
SKY CLASS
PANORAMA
Patrocini:
Comune di Roma
Festa dell’ Architettura



MARCO ZANTA
Bilbao
“Urban Europe”
Courtesy Bugno Art Gallery – Venezia


Michael Wolf
“Trasparen City”
Courtesy Studio

Courtesy Gallery Zonca & Zonca ,

Damir Ocko
The End of the World, HD video, 15.22 min
Production: Tirana Institute of Contemporary Art, 2007
Courtesy Gallery Tiziana di Caro,